INTERVISTA A NICOLA PALMIERI
RESPONSABILE DELLA MISSIONE DI MELITO
1) Com’è nata la missione di Melito?
La missione di Melito è nata nel 1998 ad opera del pastore Raffaele De Cario, grazie ad una riunione di preghiera che si teneva nella casa di una famiglia residente a Melito, allora membri della nostra congregazione.
In breve tempo, il numero di chi frequentava la riunione crebbe al punto tale che si pensò di cercare un locale per iniziare un’opera a Melito. Il crescere dei partecipanti fu sicuramente uno dei motivi fondamentali, ma non fu l’unico. Infatti, un altro motivo fu il desiderio di far nascere una missione evangelica in un paese come Melito; nel 1998 non c’era nessuna testimonianza sul territorio. (Oggi vi si trovano anche una chiesa ADI e un’altra chiesa indipendente).
Il locale fu scelto dopo averne visti tanti, ma quello di Via delle Costellazioni rispose subito alle esigenze del gruppo. Ma ben presto, dopo un inizio entusiasmante, tanti cominciarono a mancare alle riunioni, e in poco tempo il locale cominciò a svuotarsi. Ringrazio Dio per i fratelli che ancora oggi sono rimasti nella missione e che non si sono mai scoraggiati, anche quando hanno visto che le famiglie che avevano dato inizio all’opera hanno preferito andare altrove.
Certamente, ancora oggi, la missione risente di un certo abbandono da parte di queste famiglie, ma Dio non ci ha mai abbandonati. Infatti, altri, anche se non tantissimi, hanno accettato l’evangelo attraverso la missione di Melito. Alcuni sono scesi nelle acque battesimali, altri, dopo aver accettato Gesù, oggi vivono la loro fede in altre congregazioni, a causa di motivi di lavoro o familiari.
Molte iniziative sono state attuate sul territorio, con l’intento di far conoscere l’opera. Ormai la missione di Melito non è più sconosciuta, ma resta un punto di riferimento per i melitesi che, per un motivo o per un altro, vogliono avvicinarsi alla testimonianza evangelica e soprattutto condividere una fede viva attraverso lo Spirito Santo.
2) Che scopo ha la missione di Melito?
Questa è una di quelle domande che possono sembrare scontate, ma che in realtà offrono molti spunti di riflessione. Possiamo dire che lo scopo principale è presentare Cristo a chi non Lo conosce, essere una luce in mezzo alle tenebre, portare la salvezza ai peccatori che senza l’evangelo sono già perduti. Tante cose si possono dire, ma la vera risposta è nascosta nei nostri cuori. Infatti, non è sapere le cose che ci rende Suoi testimoni, ma “se le fate”. L’intento deve essere lo stesso di quello dello Spirito, noi dobbiamo fare solo quello che ci rivela, stare attenti al suo novum senza cedere alla novità, soltanto per riempire panche vuote, essere pronti quando Lui ci chiama.
3) In qualità di responsabile di Melito, quanto ti senti “responsabile” di questa missione?
Personalmente, credo che il termine “responsabile” sia convenzionale, e può creare qualche fraintendimento per chi legge, non conoscendo in realtà ciò che noi vogliamo indicare. Infatti, nessuno è responsabile di qualcosa che non gli appartiene.
Ogni cosa che si fa con o per il Signore è “opera Sua” e a Lui appartiene. Lui è il capo della Sua chiesa. Noi siamo dei servi inutili che lavoriamo al Suo servizio, anche se Lui non ci chiama servi, ma “figli”. La missione di Melito è una parte della Sua chiesa, ed è Dio che ne ha cura. Noi possiamo essere solo responsabili delle nostre vite e del ministero (servizio) che Egli ci ha affidato. Certamente, oggi il Signore mi chiama a servirlo a Melito e di questo non posso che essere onorato. Spero di essergli sempre fedele, affinché possa servirlo dovunque Egli vorrà, con zelo e amore. Lo stesso che ci ha dimostrato Cristo Gesù.
4) Credi in questa missione?
Certamente devo crederci, se ho fede che sia un’opera di Dio. Non possiamo non credere nelle cose in cui vediamo la mano di Dio all’opera. Io ho fiducia in Lui e il Signore non mi deluderà. Io posso deluderLo, ma Lui no.
Credo che “dove due o tre si radunano in nome Suo”, Lui sarà sempre presente.
Credo che dove ci sono i Suoi figli, certamente ci sarà sempre la Sua benedizione.
Credo che lo Spirito sia all’opera, anche quando non ce ne rendiamo conto.
Credo che la missione di Melito sia una piccola parte della Chiesa di Dio sulla terra, e lo sarà fin quando continueranno ad esserci questi presupposti.
5) Che futuro ha la chiesa di Melito e che influenza ha sul territorio?
Il futuro è sempre incerto. Noi viviamo nel presente e non possiamo conoscere ciò che ci attende domani. Possiamo solo sperare. Così, io spero che la missione di Melito un giorno possa diventare una luce tanto forte da riuscire ad illuminare tutto il paese, da trasformare tutti i suoi abitanti , cambiando il cuore di tutti i melitesi, e non solo. Vorrei che trasformasse un paese alla mercé del peccato dell’idolatria, in un paese esemplare per la testimonianza dell’evangelo.
Non conosco cosa Dio abbia preparato per la missione di Melito. A volte, non lo nascondo, penso al futuro della missione e sento un certo scoraggiamento per le tante sconfitte e le molte panche ancora vuote durante i nostri culti di celebrazione al Signore. Ma poi ricordo a me stesso che l’opera è di Dio, e allora continuo a sperare e a servirLo come meglio mi è possibile farlo. Questa è una speranza che cresce ogni giorno, affinché attraverso la preghiera si possa trasformare in certezza di fede, e così vedere la Gloria di Dio a Melito, e dovunque si lodi e innalzi il nome di Cristo Gesù, il Signore delle nostre vite.
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