La Grazia dell'Eterno

Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale

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Questo approfondimento nasce in vista delle prossime tre lezioni che affronteremo. Esse infatti sono: CONOSCERE DIO, CONOSCERE GESU’ CRISTO e infine CONOSCERE LO SPIRITO SANTO. Visto che in queste tre lezioni avremmo dovuto toccare più volte il termine Trinità, s’è pensato di fare uno studio preliminare proprio su questa importante dottrina.
Su questo argomento sono stati scritti e si continuano scrivere libri su libri.
In questa breve trattazione dell'argomento, non possiamo chiaramente spiegare nei dettagli questa dottrina; ma proveremo ad accostarci ad essa con semplicità, provando a non utilizzare termini troppo specifici. L'interesse principale che abbiamo è di provare a fare chiarezza su una dottrina troppo spesso lasciata a libere interpretazioni, senza però fare riferimento ai concili che hanno esplicitato la dottrina o a concetti teologici complessi.

Una delle opposizioni maggiori che fanno molti gruppi antitrinitari è che la dottrina della Trinità è troppo complicata. Dio, che è un Dio d'ordine e non di confusione, non avrebbe mai dato al Suo popolo una dottrina tanto difficile da spiegare.
In sostanza, si rigetta l'idea della Trinità perché non riusciamo a concepirla con la nostra mente. E' un po' come se un astronomo, guardando nello spazio, desse un limite all'universo in base a ciò che lui riesce a vedere: il mio sguardo arriva fin qui, quindi l'universo finisce qui. Dio è trascendente. Egli valica i limiti della realtà e non possiamo pretendere che la natura dell'Iddio che ha fatto i cieli e la Terra sia abbastanza semplice da intenderla con la nostra mente umana limitata.
In Giobbe 11:7,8 è scritto: "Puoi forse scandagliare le profondità di Dio, arrivare a conoscere appieno l'Onnipotente? Si tratta di cose più alte del cielo; tu che faresti? Di cose più profonde del soggiorno dei morti, come le conosceresti?". Quindi non possiamo afferrare appieno questa dottrina (o meglio: la natura di Dio) con la nostra mente; ma rigettare la dottrina della Trinità solo perché non è abbastanza semplice, ci sembra piuttosto superficiale.

Un’altra opposizione fatta da altri è che la parola “Trinità” non compare nella Bibbia. Ed è vero. Ma, sempre per rimanere nel campo dell’astronomia, anche il pianeta Giove esisteva già da prima che gli dessero questo nome; non è che nel momento che gli hanno dato il nome esso s’è formato dal nulla. La parola “Trinità” non compare nella Bibbia, perché è un termine teologico ideato nei primi secoli del Cristianesimo. Ma è stata ideata soltanto per racchiudere in una parola, il concetto molto profondo espresso chiaramente nelle Scritture che esiste un unico Dio, rivelato però in tre persone distinte. Insomma, anche se nella Bibbia non compare questa dottrina chiaramente esplicitata (per intenderci, non esiste nessun versetto che dice: “La Trinità è…”) ma in essa compaiono tutti gli elementi da cui poi è stata fatta la dottrina. Non va dimenticato che la Bibbia non è un manuale dottrinale. Molte delle dottrine accettate oggi da tutta la cristianità, sono state elaborate mettendo in relazione diversi punti della Scrittura. Lo stesso vale per la Trinità. Solo che non compare nella Bibbia la parola “Trinità”; ma se a qualcuno dà fastidio la parola, si potrebbe anche evitare di usarla; dire “Dio è trino” è molto più semplice che fare uno studio come quello riportato in questa pagina, ecco perché la parola è usata. Ma la cosa importante non è la parola, ma il concetto: quello è scritturale e non possiamo accettare niente di diverso.

C O M I N C I A M O

Innanzitutto, quanti dii esistono? Alla luce della Parola di Dio possiamo affermare tranquillamente che Dio è uno e non ve ne sono altri. Una moltitudine di passi biblici afferma ciò. Ne citiamo giusto qualcuno.

Prima di me nessun Dio fu formato, e dopo di me non ve ne sarà nessuno. Io, io sono il Signore e fuori di Me non c’è salvatore. (Isaia 43:10,11)

Io sono il primo e sono l’ultimo e fuori di me non c’è Dio. (Isaia 44:6)

Nell’epistola di Giacomo al capitolo 2, verso 19 è scritto: “Tu credi che v'è un sol Dio, e fai bene; anche i demonî lo credono e tremano.”. Alcuni dicono invece che esistono molti dei, infatti sostengono essi che nella Scrittura è scritto ad esempio che satana è chiamato “l’Iddio di questo secolo”; ma noi sappiamo che satana era un cherubino di Dio ed è stato creato come tutte le altre creature. Molto chiaro a tal riguardo è il capitolo otto della prima epistola ai Corinzi. Al verso 4 è scritto: “[…] noi sappiamo che l'idolo non è nulla nel mondo, e che non c'è alcun Dio fuori d'un solo.”. E’ vero dunque che nella Bibbia si parli di altri dei ma essi non sono nulla; non v’è che un solo Dio. Ai versi 5 e 6 è ancora scritto: “Poiché, sebbene vi siano de' cosiddetti dèi tanto in cielo che in terra, come infatti ci sono molti dèi e molti signori, nondimeno, per noi c'è un Dio solo, il Padre […]”.

Fermo restando questo punto, ossia l’unicità di Dio, proviamo quindi a capire cos’è la Trinità. Noi non adoriamo tre dei, né crediamo nell’esistenza di tre dei adorandone però uno solo. Noi adoriamo un unico Dio, in tre persone. Tre persone distinte ma aventi tutte e tre la stessa natura divina, essendo partecipi della stessa sostanza. Con questo non vogliamo cadere nell’errore di dire che tutti e tre sono la stessa cosa o che è indifferente dire Padre, piuttosto che Figlio.

Alcuni gruppi antitrinitari, credono che l’unico Dio dell’Antico Testamento, l’Eterno, Jahvé, il Padre, ha lasciato il cielo e s’è incarnato nella persona di Gesù Cristo, essendo sempre la stessa persona, per poi tornare, sempre nella stessa persona come Spirito Santo. Insomma, credono che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo siano la stessa persona e che questi tre nomi siano solo tre titoli attribuiti alla stessa persona.
Noi non crediamo in questo.
Se credessimo in questo sarebbe impossibile, senza fare ricorso a ragionamenti acrobatici, dare una spiegazione a tante domande: con chi parlava Gesù mentre era qui sulla Terra? di chi era la voce che venne dal cielo quando Gesù si stava battezzando? presso chi sta esercitando la sua intercessione Gesù ora?
Noi dunque non crediamo in questa dottrina

Noi riconosciamo che c’è una profonda unione tra le persone della Trinità. Ci sono ad esempio determinate azioni di cui è detto che a compierle è il Padre ma che sono riferite nello stesso modo anche a Gesù.
Ad esempio è scritto che la vita eterna è “il dono di Dio” (Romani 6:23) ma in Giovanni 10 Gesù, parlando delle sue pecore dice: “io do loro la vita eterna”.
Gesù disse anche: “ tutto quel che chiederete al Padre nel mio nome, Egli ve lo dia.” (Giovanni 15:16) ma è altresì scritto: “quel che chiederete nel mio nome, lo farò;” (Giovanni 14:13).
In I Corinzi 6:14 è scritto che sarà Dio (nel senso di Dio Padre, come si capisce chiaramente dal contesto) a risuscitarci dai morti; ma in Giovanni 6:40 è scritto che Gesù disse: “chiunque contempla il Figliuolo e crede in lui, abbia vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno”.
Ci sarebbero altri casi e tante azioni che i tre compiono di comune accordo ma abbiamo accennato solo a questi per far capire che il Padre e il Figlio sono Uno, un unico Dio; sebbene siano persone distinte, sono lo stesso Dio.

Uno dei passi che maggiormente definisce la Trinità è probabilmente Giovanni 1:1: “Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio e la Parola era Dio”. Qui Giovanni forse avrebbe potuto dire: “e la Parola era Dio, ANZI la Parola era Dio” ma non l’ha fatto. Egli ha detto: “…E la parola era Dio”; cioè, la Parola era con Dio “e” nello stesso momento la Parola era Dio. Gesù Cristo è Dio. Non un dio, perché non ve ne sono altri, ma Dio, l’unico Dio. In Isaia 9:5 Gesù è chiamato “Dio potente”. Alcuni si concentrano sull’attributo “potente” dicendo: “Vedete? Gesù è chiamato potente, mentre soltanto il Padre è chiamato onnipotente”. A parte il fatto che ciò non è vero; in Apocalisse 1:8 Gesù è chiamato l’Onnipotente. Ma il problema non è nemmeno questo. La cosa su cui ci si deve concentrare non è l’attributo “potente” ma sul fatto che Egli è Dio. Ripetiamo quello che abbiamo detto precedentemente: Dio è uno.
Di Gesù sappiamo che Egli fu adorato (Matteo 28:9,17). Sappiamo che il nostro Dio è un Dio geloso e non avrebbe mai permesso che qualcuno diverso da Lui fosse adorato.
Io sono l'Eterno; tale è il mio nome; e io non darò la mia gloria ad un altro, né la lode che m'appartiene agl'idoli.” (Isaia 42:8).
Tanto più invece che è proprio Lui a comandarlo (“E quando di nuovo introduce il Primogenito nel mondo, dice: Tutti gli angeli di Dio l'adorino!” Ebrei 1:6).
Ora, la questione è paradossalmente semplice. Se esiste un unico Dio, e Gesù è chiamato Dio, Gesù è Dio.
(Sulla divinità di Cristo, ci esprimeremo più dettagliatamente nella lezione: “Conoscere Gesù Cristo”, tra qualche settimana. Lo stesso vale per la divinità dello Spirito Santo, su cui non ci siamo soffermati per nulla in questo approfondimento ma che tratteremo più da vicino nella lezione specifica).

A L C U N I     E R R O R I

Tutto ciò però non deve portare ad una identificazione tra il Padre ed il Figlio. Infatti i pericoli maggiori che si possono trovare quando si parla di Trinità sono due: l’identificazione completa tra Padre e Figlio, come se fossero la stessa persona o la separazione totale tra loro come se uno fosse il grande Iddio e l’altro un dio minore. Gesù è Dio, ma pure dobbiamo fare una distinzione tra Padre e Figlio. Proviamo a spiegarlo con un'illustrazione:


Insomma non deve esserci confusione tra le persone della Trinità. Prendiamo un passo tanto noto come Giovanni 3:16 “Poiché Iddio ha tanto amato il mondo che ha dato il Suo unigenito Figliuolo affinché chiunque crede in Lui non perisca ma abbia vita eterna”. E’ evidente che è il Padre a mandare il Figlio e non viceversa. Noi non possiamo dire che “il Figlio ha tanto amato il mondo che ha dato il Suo Padre…”. Allo stesso modo le nostre preghiere non dovrebbero essere confuse. Con quanto stiamo dicendo, non vogliamo in alcun modo invalidare le preghiere di quanti pregano confusamente. Iddio per certo ascolta tutte le preghiere, anche se dottrinalmente non sono perfette. Però sarebbe meglio evitare determinati errori, per una questione di chiarezza. Sarebbe meglio evitare dunque di pregare dicendo: “Padre nostro, noi ti ringraziamo per il sangue che tu hai versato sulla croce…” oppure “Signore Gesù ti ringraziamo per il sacrificio che hai fatto per noi sulla croce … ti chiediamo ogni cosa nel nome del Tuo Figlio”. Diciamo questo solo per non fare confusione.

Detto tutto ciò, abbiamo gettato le basi per poter affrontare le prossime tre lezioni con maggiore chiarezza. A Dio sia la gloria.

 

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