Monteforte 2008: 5 agosto
Il pentecostalesimo, o meglio il culmine della sua evoluzione, nasce circa 100 anni fa. Da questo punto, andando a ritroso nel tempo fino ad arrivare alla chiesa delle origini, alcuni credono ci sia il vuoto per quel che riguarda le manifestazioni carismatiche dello Spirito Santo. Ma lo Spirito di Dio s'è sempre mosso nel corso dei secoli. Basti ad esempio considerare come già nel medioevo Gioacchino Da Fiore definì il suo tempo come "l'epoca dello Spirito".
Ma il punto cruciale da cui partire per parlare dell'origine del pentecostalesimo è chiaramente la Riforma Protestante. All'epoca, stanchi della posizione egemone della chiesa cattolica nel gestire la fede dei popoli, alcuni studiosi decisero di tradurre le Scritture nella lingua parlata dalla popolazione. A quei tempi infatti le funzioni religiose erano recitate in latino e così erano ben pochi coloro che riuscivano ad intendere ciò che veniva predicato. I riformatori decisero di andare alla fonte, effettuando una ricerca individuale di Dio senza il bisogno di tramiti.
Con questi presupposti non meraviglia che il movimento ben presto diviene fenomeno popolare. Il movimento popolare più celebre è quello degli anabattisti all'intetrno del quale si muovevano gli "spirituali" e gli "entusiasti".
E' noto da alcune testimonianze che tra gli anabattisti c'era chi parlava in lingue e chi profetizzava.
I punti forti della riforma furono tre: solo Scrittura, solo grazia, solo sacerdozio universale.
Ora, perché così spesso dalla riforma in avanti si parla di risveglio? I primi riformatori finirono col dare alla loro azione una forte impronta politica. La volontà generale fu quella di voler proporre le nuove idee ai potenti degli stati, soprattutto per rispondere alle persecuzioni e ai soprusi con cui inizialmente la chiesa cattolica rispose alla riforma protestante. Questa volontà andò però a cozzare proprio contro quei movimenti popolari di cui s'è parlato precedentemente. Da questi "scontri" nacquero vari movimenti di dissenso; in particolare, vale la pena citare questi tre:
- il movimento mennonita, che diede particolare attenzione a una teologia del discepolato oltre che ad un forte impulso di sanità;
- il movimento battista, in cui rivestiva grande importanza l'evangelizzazione e veniva predicato il battesimo agli adulti piuttosto che agli infanti;
- il movimento quacchero, fondato da George Fox e caratterizzato da manifestazioni spirituali particolari durante i loro culti (i quaccheri infatti prendono il nome dal verbo inglese "to quake" ossia "tremare"; tant'è che i quaccheri erano anche noti come "i tremolanti".
Il risveglio nasce quindi a causa della eccessiva burocratizzazione della chiesa. Il messaggio diventò piatto e rigido. Si diventò una massa di religiosi. Ma grazie a Dio, nascono persone che soffrono a causa di questa condizione. In questo senso, fu determinante l'apporto dato dal pastore Jakob Spemer che scrisse una lettera, indirizzata alla cristianità in generale, che conteneva sei punti per ottenere il risveglio:
- intenso studio biblico;
- rivalutazione spirituale delle funzioni dei laici contro il monopolio della dirigenza delle chiese;
- superiorità dell'azione sulla teologia;
- rinunzia allo spirito di controversia;
- preparazione più pratica e meno teologica per i pastori;
- priorità della predicazione edificante rispetto a quella intellettuale.
Questa lettera divenne uno strumento potente per infiammare i cuori dei vari movimenti popolari di dissenso. Questi erano presenti in Inghilterra, ma ben presto entrarono in conflitto con la chiesa anglicana e quindi molti dovettero rifugiarsi nelle colonie inglesi in America. Ed è proprio negli Stati Uniti che si verifica il Great Awakening, il grande risveglio.
Le idee di Spemer produssero risultati meravigliosi soprattutto nelle chiese di stampo congregazionalista. Tra coloro che accolsero favorevolmente queste idee ci fu il predicatore George Whitefield che faceva la spola tra Inghilterra e America. Ma il Great Awakening ebbe modo di compiersi soprattutto sotto la potente predicazione del pastore Jonathan Edwards. I suoi culti erano noti per essere dei culti di risveglio. La sua principale "intuizione" (se così può essere chiamata una verità tanto basilare) fu l'idea che l'uomo peccatore, senza Dio, va all'inferno. All'interno di questi culti si verificavano segni potenti. Ma una predicazione di risveglio non vuole necessariamente dei segni. I segni non erano altro che il frutto del pentimento e ravvedimento predicati da Edwards. Mentre invece ci fuorono tanti predicatori, definiti folkroristici, che predicavano soltanto questi segni, solo l'atto conclusivo; insomma pretendevano il frutto senza il lavoro.
A proposito di queste controrisposte Edwards disse: "Quando Dio è all'opera, il diavolo non dorme".
Un altro personaggio chiave dell'epoca fu John Wesley e il metodo da lui introdotto che diede il nome al movimento metodista.
Wesley faceva parte di una cerchia di amici che se interrogavano sul cosa fare per migliorare la condizione della Chiesa.
C'è un avvenimento nella vita di Wesley che lo sconvolse totalmente. Di ritorno da un viaggio missionario in America presso i pellerossa ebbe una profonda cisi esistenziale. Ciò accadde perché egli rimase in quei luoghi per due anni ma non vide assolutamente alcun frutto. Si rese quindi conto che egli stesso aveva bisogno di essere convertito ed espresse la celebre massima secondo cui: "La conversione è databile". Le sue idee non furono bene accolte dai più; l'accusa principale che gli venne mossa fu che con le sue idee riportava la Chiesa sotto la legge. Wesley infatti sosteneva che dopo la conversione c'era bisogno di cominciare un cammino di santificazione. Wesley non si scoraggiò e andò avanti con la sua predicazione. Industrializzazione ed Illuminismo furono i due scogli principali contro cui dovette confrontarsi. Mentre la cosidetta "epoca dei lumi" diede un forte impulso di scetticismo nella società, l'industrializzazione provocò una forte corruzione dei costumi dei tanti che si riversavano nelle città dalle campagne.
Wesley predicò anche nelle chiese anglicane ma viene cacciato perché la sua predicazione non piaceva ai vertici della chiesa. Wesley dunque abbandona le cattedrali e si riversa per le strade con i suoi predicatori. "La mia parrocchia è il mondo" dirà a testimonianza che il suo interesse non era quello di fondare una sua propria chiesa ma di rivolgersi a chiunque avesse un bisogno spirituale forte. Tuttavia, pur essendo Wesley fortemente adenominazionale, il suo metodo diviene un movimento.
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